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Cortina d'Ampezzo: la Polizia Provinciale a tutela del turismo montano sostenibile

Il settore montano italiano sta vivendo un'era di forte attrazione, una tendenza che si è consolidata dopo la pandemia e che ha riportato le alture al centro dei desideri dei viaggiatori. Tuttavia, la pressione turistica non è equamente distribuita; il fenomeno del sovraffollamento si concentra in un numero ristretto di località, spesso rese popolari dai social media come mete imperdibili. L'affluenza massiccia e stagionale porta in montagna un numero crescente di visitatori che, spesso, si avvicinano all'ambiente montano con poca consapevolezza dei rischi e della fragilità ecologica. Per contrastare l'overtourism e l'impreparazione dei visitatori, senza ricorrere a limitazioni fisiche o legali, Cortina d'Ampezzo ha scelto una strategia estiva basata sulla presenza umana.

La provincia di Belluno e il comune di Cortina d'Ampezzo hanno collaborato, con il supporto della Regione Veneto, per definire un accordo operativo che prevede l'impiego della Polizia Provinciale nel territorio extraurbano di Cortina, grazie a risorse fornite direttamente dal comune. L'obiettivo di questa azione non è solo il controllo, ma anche la sensibilizzazione, per promuovere una cultura montana che sia rispettosa e consapevole. Il ruolo della Polizia non sarà meramente repressivo, ma mirerà a stabilire una presenza qualificata in montagna, informando i visitatori e prevenendo comportamenti inadeguati dovuti all'inesperienza. Stefano Ghezze, assessore alla polizia municipale di Cortina, ha dichiarato: 'Questo è un investimento sulla qualità del turismo. Non vogliamo limitare l'accesso alla nostra montagna, ma gestirlo in modo intelligente per preservare un patrimonio che appartiene a tutti'. Dario Bond, assessore regionale alla Montagna, ha ribadito il pieno sostegno all'iniziativa, sottolineando che il turismo non va demonizzato, ma gestito con responsabilità attraverso la collaborazione tra enti, e che questo accordo è una risposta concreta alle sfide dell'overtourism.

La necessità di gestire la pressione turistica è ormai un'emergenza riconosciuta in diverse località iconiche, sia nelle Alpi che negli Appennini. Un esempio è il Seceda, in Val Gardena, dove l'estate scorsa è stato installato un tornello per regolare l'accesso ai punti panoramici più fotografati. Questa barriera fisica è stata adottata come soluzione sperimentale, affiancata dalla recente decisione di Selva Val Gardena di istituire la prima Zona a Traffico Limitato (ZTL) extraurbana delle Dolomiti. In questo contesto, il Bellunese opta per una strada diversa: evitare filtri meccanici e puntare sulla presenza umana, ritenuta essenziale per colmare la lacuna di esperienza dei nuovi fruitori della montagna. Il sovraffollamento localizzato non è un problema solo delle vette alpine; anche negli Appennini, località come Roccaraso hanno recentemente dovuto affrontare picchi di popolarità e presenze senza precedenti. Secondo Marco Staunovo Polacco, presidente della Provincia di Belluno, il piano estivo per Cortina rappresenta un approccio moderno alla gestione del territorio: 'Proteggiamo l'ambiente garantendo ai turisti un'esperienza autentica. La montagna bellunese deve essere tutelata con strumenti adeguati e una presenza costante'. In vista dei futuri flussi turistici internazionali legati all'eredità olimpica, Cortina sta delineando la sua strategia per i mesi estivi: la sfida è trasformare la grande attrattiva in un'opportunità di crescita che non depauperi il territorio, ma ne esalti la fragilità e la bellezza.

L'approccio lungimirante di Cortina d'Ampezzo nel gestire il fenomeno dell'overtourism estivo dimostra un impegno lodevole verso la sostenibilità e la conservazione del patrimonio montano. L'adozione di un presidio umano qualificato, anziché di restrizioni meramente meccaniche, riflette una visione che promuove l'educazione e la consapevolezza, trasformando la sfida del turismo di massa in un'occasione per rafforzare il legame tra uomo e natura. Questa strategia non solo mira a preservare la bellezza intrinseca delle Dolomiti, ma incoraggia anche i visitatori a diventare custodi responsabili di questi paesaggi mozzafiato, garantendo un futuro in cui il turismo e l'ambiente possano coesistere in armonia e rispetto reciproco.

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